Francesca LORANDINI & Ornella TAJANI
Giovedì 2 aprile – Meeting Room, ore 16.00

Che cos’è un pastiche? È possibile tracciarne una storia? E cosa succede quando lo si traduce? Tradurre un pastiche significa riscrivere una riscrittura: una sfida che interroga i rapporti tra imitazione, stile e creazione. In questo seminario a due voci esploreremo l’arte di scrivere “alla maniera di…”: prima con uno sguardo teorico alla sua storia, alle sue forme e alle sue funzioni, poi con l’analisi di alcuni esempi dalla tradizione letteraria francese. Un’occasione per riflettere sui confini porosi tra imitazione, riscrittura e traduzione.
Ornella Tajani
Ornella Tajani è professoressa associata all’Università per Stranieri di Siena, dove insegna Lingua, traduzione e letteratura francese. Si occupa prevalentemente di critica della traduzione del testo letterario e di letteratura francese contemporanea; è autrice dei volumi Scrivere la distanza. Forme autobiografiche nell’opera di Annie Ernaux (Marsilio 2025), Après Berman. Des études de cas pour une critique des traductions littéraires (ETS 2021) e Tradurre il pastiche (Mucchi 2018). È membro del direttivo del CeST Centro Studi sulla Traduzione di Siena. Ha tradotto opere di Cocteau, Jouhandeau, Proust, Desjardins, Colette fra gli altri; nel 2019 è uscita la sua traduzione dell’opera completa di Rimbaud per Marsilio. Fa parte della redazione di Nazione Indiana.
Francesca Lorandini
Francesca Lorandini è professoressa associata di Letteratura francese all’Università di Modena e Reggio Emilia. I suoi interessi di ricerca riguardano principalmente la letteratura dell’Otto-Novecento e dell’estremo contemporaneo, la storia della critica letteraria e della traduzione. Ha lavorato su diversi autori del Novecento (Marcel Proust, Marcel Aymé, Romain Gary, Michel Tournier, Georges Perec) e su scrittori e scrittrici contemporanei (Emmanuel Carrère, Annie Ernaux, Michel Houellebecq, Yasmina Reza, Antoine Volodine, Philippe Muray). Fra le sue pubblicazioni: Au-de- là du formalisme: la critique des écrivains pendant la seconde moitié du XXe siècle (France-Italie) (Classiques Garnier, 2019). Ha tradotto L’impero del Bene di Philippe Muray (Mimesis, 2017). Con Matthieu Vernet ha curato una nuova edizione di Un amour de Swann di Proust per Le Livre de Poche (2022). Con Antonio Bibbò ha curato Una conversazione infinita. Perché ritradurre i classici (Mucchi, 2023) e Falla un’altra volta. Ritradurre la letteratura per ragazzi e ragazze (Università di Torino, “i quaderni di ri.tra”, 2026).
